TERREMOTO CENTRO ITALIA Terremoto centro Italia

Terremoto centro Italia

SI POTEVA FARE DI PIU’ PER LIMITARE I DANNI PROVOCATI DAL TERREMOTO  ?

Il risveglio di stamattina è stato un po’ brusco ed inaspettato  a causa del terremoto.

Di fronte alle calamità naturali siamo impotenti e per natura l’uomo vuole avere tutto sotto controllo.

Purtroppo la basilica di San Benedetto nella bellissima piazza di Norcia è quasi completamente crollata e nel cuore di una viaggiatrice lascia una cicatrice enorme e una domanda: sicuri che non si poteva fare niente per rinforzare il nostro patrimonio artistico e le nostre case?

Questa è una zona ad alto rischio sismico, lo sanno anche i bambini, allora perchè costruiamo dove non si dovrebbe?

Perché non costruiamo case antisismiche?

In Giappone ci sono terremoti fortissimi quasi quotidianamente ma i grattaceli non crollano…

perchè nel nostro Paese è sempre tutto così difficile?

Perché devono morire le persone per fare dei cambiamenti?

Concludo con una frase: “non è forte chi non cade ma chi cade e si rialza..”

e per fortuna noi siamo bravissimi in questo!! Coraggio!!

img 4064 Terremoto centro Italia

Ciao, aiutami a condividere :)

25 comments

  1. L'Irriverente 30 ottobre, 2016 at 10:19 Rispondi

    Costruire buone case che non crollino significherebbe rinunciare a appalti truccati, tangenti, mezzucci per risparmiare sui costi per il costruttore facendo comunque lievitare i costi per lo Stato… in una parola, rinunciare a un sistema che da gola e a migliaia di relativi voti. Che amarezza…

  2. Viaggiando con Bea 30 ottobre, 2016 at 10:25 Rispondi

    E’ un grido di rabbia il tuo. Questa rabbia la proviamo tutti nel profondo del nostro cuore. In questi momenti mi sento molto Italiana e vorrei concentrare tutti gli sforzi esclusivamente sui problemi che abbiamo in casa. Non dico altro. Un caro abbraccio Bea

    • Silvia Wanderlust 30 ottobre, 2016 at 10:30 Rispondi

      Si purtroppo è rabbia…rabbia soprattutto per la consapevolezza che alcune tragedie potrebbero essere evitate o per lo meno minimizzate se non fossimo così attaccati al dio denaro….un abbraccio anche a te!!

      • Viaggiando con Bea 30 ottobre, 2016 at 14:21 Rispondi

        Per fortuna non sembrerebbero esserci vittime ciò vuol dire che la popolazione era stata allertata. Secondo me mettere in sicurezza tutti i centri storici e non solo della miriade di borghi che abbiamo è quasi un’impresa impossibile. Ciao

  3. Raf 30 ottobre, 2016 at 11:59 Rispondi

    Sono friulana e ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze del terremoto del 1976. Ora vivo all’estero e da qui forse riesco ad avere una visione più distaccata della situazione, ma ancora non posso esprimere quello che provo di fronte alle notizie che giungono dal Centro Italia: un mix di impotenza, di rabbia, ma anche di speranza….le tue parole ci sono riuscite benissimo!

  4. contevladblog 30 ottobre, 2016 at 17:44 Rispondi

    L’Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole.
    Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c’è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell’altro diffida, e i capi dello Stato, pure loro, pensano solo per sé.
    Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo.
    Non è più questa l’Italia che lasciai con dolore.

    Goethe, 1790

  5. Neda 30 ottobre, 2016 at 18:38 Rispondi

    Nel nostro paese è tutto così difficile perché siamo rimasti indietro di cinquant’anni, perché per secoli siamo stati un popolo di “furbetti” e non siamo mai diventati adulti. Ora che c’è la crisi che ci coinvolge quasi tutti (sottolineo volutamente “quasi”) ci accorgiamo delle magagne che ci trasciniamo da secoli e che non siamo più in grado di aggiustare, perché abbiamo dimenticato come si sarebbe dovuto prevenire, salvaguardare, migliorare, costruire con criterio.
    Sono molto dolente per tutte le persone alle quali il terremoto ha causato perdite e danni: la colpa non è degli italiani perbene, quelli che in silenzio e con laboriosità hanno portato avanti la vita di tutti i giorni, ma di chi ha amministrato questo paese negli ultimi trent’anni, di qualsiasi colore fosse, e che ha favorito il malcostume imperante ancora oggi e che ricade sulle spalle di tutti noi.
    Scusate lo sfogo.
    Buona serata a tutti.

  6. Marika 30 ottobre, 2016 at 22:09 Rispondi

    Quello che sta accadendo è una vera tragedia. In alcune immagini che passano al telegiornale vedo città o paesi sventrati e sembrano quelle immagini che arrivano dai paesi in guerra, bombardati… ma noi non siamo in guerra e questa cosa è ancora più infida che colpisce senza preavviso. Forza e coraggio perché come hai ricordato tu noi italiani siamo bravi a ricominciare.

  7. elisaedintorniblog 1 novembre, 2016 at 14:30 Rispondi

    L’Italia sta affrontando un periodo difficile fatto di una serie di terremoti che stanno mettendo in ginocchio il centro del nostro paese. Possediamo un patrimonio architettonico invidiabile in tutto il mondo e questo è proprio quanto oggi stiamo perdendo. Tutti i borghi del centro Italia sono antichi e questo significa che sono stati realizzati senza procedure antisismiche, dalle chiese alle abitazioni precedenti agli anni Ottanta.
    L’esempio del Giappone è di certo un obiettivo, credo molto difficile da raggiungere. È di nascita più recente rispetto all’Italia e da questo punto di vista sono avanti a noi di decenni.
    Sono profondamente vicina ai connazionali che stanno vivendo queste settimane di paura; ho un’amica cara a l’aquila, che ha perso tutto nel terremoto e che da agosto è tornata a vivere momenti di paura e che mi racconta di come passano le notti…
    Credo che le persone colpite dal sisma debbano avere di nuovo una casa e tornare ad una vita il più possibile normale. Per quanto riguarda il futuro si deve costruire case il più sicure possibile. Ed infine occorre creare un piano di messa in sicurezza di quel che abbiamo di storico e che potrebbe essere a rischio crollo, dato che la zona può subire nuove scosse, ora e nel futuro.
    Mi scuso se mi sono dilungata troppo. Elisa

  8. elisabettafvg 1 novembre, 2016 at 20:39 Rispondi

    “Modello Friuli” insegna.Non abbattiamoci, mi ricordo soprattutto dopo la seconda terribile scossa del settembre 1976 , dopo quella del 06 maggio 1976, le tante persone che venivano portate con le corriere giù negli alberghi costieri. Alla mattina rientravano in zona…gli operai per andare a lavorare nelle fabbriche, i primi siti ricostruiti perchè si era data la priorità al lavoro, poi alle case ed infine alle chiese.Da esempio per le opere d’arte, cito il Duomo di Venzone o quello di Gemona del Friuli, ricostruiti con le pietre originali. Passando per la statale ho chiara l’immagine delle pietre numerate poste in bell’ordine su un prato…forza e coraggio.La paura è tanta (la scossa dell’altra sera l’ho sentita nitidamente!), non mi è passata, non passerà mai ma è un attimo perchè poi vedo quello che è stato fatto e sono orgogliosa della mia terra e delle sue persone che si sono unite per un comune impegno.Senza dimenticare i tanti volontari, i tanti aiuti arrivati da ogni parte del mondo.Un abbraccio.

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