la scarzuola 1 620x420 Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

Vivo in Umbria da quando sono nata ma non avevo mai sentito parlare della Scarzuola.

Certi luoghi rimangono invisibili ai tuoi occhi finchè non sei pronto per visitarli (o almeno mi piace pensarla così)!

E quando la Scarzuola mi ha chiamata … io ero pronta!

img 0047 Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

 

Oggi non vi racconterò un luogo ma una storia che alcuni troveranno bizzarra ed altri affascinante…

Ci troviamo a Montegiove in Umbria tra le pendici del Monte Peglia. Arrivare alla
Scarzuola non è molto semplice, probabilmente perchè non è un luogo che ama farsi trovare 🙂img 0052 Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

Attraversiamo l’ingresso e ci avviciniamo al gruppo numeroso (forse troppo) in attesa della nostra guida (la Scarzuola va prenotata e la visita è obbligatoriamente guidata).

Ed ecco che entra il scena il personaggio che darà una scossa alla nostra giornata : Marco
Solari
, la nostra guida (e anche l’unica).

Si presenta subito in maniera bizzarra affermando che non vuole rotture di scatole, che già è arrabbiato a causa del gruppo del mattino e che se non vogliamo ascoltare le sue cavolate possiamo pure tornare a casa … e poi ride… con sarcasmo!! Un ottimo inizio direi 😉

Ricordatevi questo: mai giudicare dall’apparenza!!

La Scarzuola è stata fondata da San Francesco nel 1218. Qui costruì una capanna (fatta con la scarza) e piantò una rosa e un alloro dal quale, come per miracolo, nacque una fontana… negli anni a ricordo di questo avvenimento venne costruito un convento…

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Questo è il nostro punto di partenza… appoggiata al convento c’è un antica porta in legno datata 1748 con inciso un giullareimg 0086 Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

Vediamo il giullare da un punto di vista esoterico senza dimenticare che l’esoterismo non è una parolaccia ma significa riscoperta di noi stessi, della verità lavorando all’interno, nell’anima.

Il giullare è una carta dei tarocchi che rappresenta la follia, la nostra parte irrazionale che permette di ricreare la vita dal principio e ci porta ad un nuovo inizio; inoltre è il numero 0, il numero che moltiplicato per altri da sempre 0, l’unità del tutto!! Il giullare non si lascia condizionare da quello che lo circonda ma continua dritto per la sua strada…

Nasciamo tutti giullari ma poi a causa delle limitazioni che ci impongono gli altri (non fare questo, non fare quello, il mondo è così) diventiamo delle “macchinette” come dice Marco Solari e seguiamo degli schemi per il resto della nostra vita, dimenticando il nostro vero io..

Se ci pensate bene siamo veramente così, pensiamo solo a nutrire il corpo, il nostro essere esterno dimenticandoci della nostra anima, di chi siamo veramente… e quando te ne rendi conto o scappi o vuoi saperne di più!!

E allora seguiamo Marco!! 🙂

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Nel 1956 un famoso architetto, Tomaso Buzzi, acquista il convento e il terreno adiacente per costruire la Città Buzziana, il luogo dell’anima.tomaso buzzi Avete mai pensato di visitare la Scarzuola? Si? Allora siete pronti per farlo!

Tomaso Buzzi era un  architetto milanese di grande prestigio che amava vivere nel lusso e che amava la vita mondana ma ad un tratto decise di ritirarsi in Umbria e di costruire la sua città ideale, il luogo in cui poteva essere se stesso scatenando le malelingue dei suoi amici altolocati.

Adoro cosa rispondeva a questi suoi “amici” che lo consideravo fuori di testa :”Quando sono con voi sono vestito, e in cravatta; quando sono qui, alla Scarzuola, sono nudo, e questo non potete sopportarlo.”

Ma quanto è vera ed attuale questa frase? Viviamo in un mondo in cui contano solo le apparenze in cui se vuoi essere te stesso sarai sicuramente giudicato dagli altri e spesso non accettato… io credo che non possiamo piacere a tutti quindi facciamo logorare il fegato agli altri… il problema non è nostro ma di coloro che ci vogliono diversi!! 😛

Finalmente i nostri occhi si accendono di meraviglia perchè ci troviamo di fronte alla città Buzziana, un incredibile opera architettonica fatta di edifici, mostri, miti, simboli, scale, teatri e sculture. Siamo nella mente di Buzzi, o quasi…

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Buzzi credeva che per tornare giullare, doveva rendere materiale quello che aveva in testa perciò molto spesso un giorno costruiva e il giorno dopo disfaceva…

E allora perchè non troviamo rovine alla Scarzuola?

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Nel 1982 Tommaso Buzzi muore e lascia in eredità la Scarzuola al suo pronipote Marco Solari, poco più che ventenne.

Quando Marco arriva alla Scarzuola non trova altro che i resti di quello che lo zio aveva costruito, un cumulo di pietra incomprensibile. Tenta di far intervenire i beni culturali ma neanche loro sanno quel che farsene. Così inizia a leggere tutti gli appunti e gli schizzi dello zio e soprattutto a comprenderne il senso . In circa trent’anni di lavori la Scarzuola riprende vita! Non so se era questo il volere dello zio ma ormai il sogno era quello di Marco…

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E’ così che ritroviamo immersi in uno splendido anfiteatro caratterizzato da un’infinità di archetipi  e di sculture dal significato nascosto (in realtà il percorso non si inizia da qui ma ne parlerò dopo).

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Il luogo che rappresenta l’anima secondo Buzzi è la scenografia teatrale, perchè come avviene nei sogni (l’unico luogo in cui possiamo essere noi stessi senza limitazioni e giudizi) tutto può essere creato e distrutto.

Il palcoscenico sembra una nave pronta a salpare in cui la poppa è rappresentata dalla Scala di Milano (Buzzi disegna i suoi schizzi ascoltando musica) decorato con delle api dorate, gli architetti per eccellenza. Nella prua, invece, troviamo l’acropoli, la città ideale con le riproduzioni del Colosseo, del Partenone, del Tempio di Vesta ma anche delle prigioni (mai finirci dentro;) ) collegate da un’infinita si scale.

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Per raggiungere l’illuminazione (il terzo occhio) dobbiamo prima affrontare i mostri (la balena di Bomarzo) ovvero  conoscere il vero Io.

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E’ ovvio che Buzzi prende spunto dalle sue conoscenze, dai classici, da alcuni libri, dal parco di Bomarzo ( ve lo ricordate vero? ) , dal Vittoriale di D’Annunzio quindi ritroveremo molti di questi elementi nella sue sculture.

Il nostro camminino iniziatico è appena cominciato, chissà quanto in profondità dovremo scavare per ritornare giullari?

FINE PRIMA PARTE

LA SCARZUOLA –>PARTE 2  

Ciao, aiutami a condividere :)

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