naquane Gli antichi segreti della Valcamonica, la valle dei segni tra le Alpi

Gli antichi segreti della Valcamonica, la valle dei segni tra le Alpi

La Valcamonica è uno dei luoghi più belli delle nostre Alpi tra le province di Bergamo e Brescia.

Aria di montagna, immense distese di prati, piccole casette di legno…è il luogo perfetto per distrarsi dal caos delle grandi città.

Certamente le mete più frequentate vicine a questa valle sono il lago d’Iseo, le terme di Boario o le località sciistiche come Ponte di Legno o Livigno.

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QUAL E’ IL SEGRETO DELLA VALCAMONICA?

Poche persone sanno che a Capo di Ponte tra le vette Pizzo Badile Camuno e Concarena, un popolo primitivo ha lasciato una serie di testimonianze del loro passaggio su questa terra.

Quest’area prende il nome di Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Naquane.

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Per i primi 200 m crederete semplicemente di inoltrarvi nella foresta ma poi, improvvisamente, capirete che non è così!

State per visitare una “galleria d’arte ” di circa 8000 anni fa!!

LE INCISIONI RUPESTRI DI NAQUANE

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Non riuscirete a credere ai vostri occhi, incise sui giganteschi massi che caratterizzano la valle, troverete un’infinità di figure che insieme rappresentano scene di vita quotidiana e rituali sacri.

Ogni figura sembra animarsi…

Provate a camminare continuando ad osservare le rocce, vedrete che tutto scorrerà come un bel film!

Se oggi possiamo rimane a bocca aperta ma soprattutto studiare la storia degli uomini primitivi dobbiamo ringraziare il popolo dei Camuni, l’antichissima civiltà che abitava la Valcamonica.

Sono 104 le rocce oggi osservabili,  incise tra il Neolitico e l’età del Ferro, ma sappiamo che sotto lo spesso strato di muschio che protegge l’infinità di rocce della valle, ci sono altrettanti incisioni.

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Purtroppo una volta esposti agli agenti atmosferici i disegni si deteriorano fino quasi a scomparire…

Si distinguono nettamente le scene di caccia al cervo con tanto di reti intente a catturare le prede, oppure il sacerdote, adorno di un grande copricapo di piume durante un rituale sacro!

mg 5012 Gli antichi segreti della Valcamonica, la valle dei segni tra le Alpi

Quel che ci rende più sbalorditi sono i dettagli!

Ne sono un chiaro esempio i telai, rappresentati con tanto di pesi di pietra per tenderei fili, le palafitte o il carro con le ruote in prospettiva.

mg 5046 Gli antichi segreti della Valcamonica, la valle dei segni tra le Alpi

Uno dei simboli più misteriosi è la “paletta“chiamata così per la sua forma, un quadrato con un manico, un enigma ancora oggi per gli studiosi!!

Ce ne sono a centinaia e da alcuni ritrovamenti all’interno delle tombe si può dedurre che siano state utilizzate per raccogliere le ceneri dei defunti.

mg 5007 Gli antichi segreti della Valcamonica, la valle dei segni tra le Alpi

PERCHÉ’ PROPRIO QUI?

Una delle domande che mi sono posta camminando nel parco  è stata

” Come mai una concentrazione così alta di incisioni proprio nella Valcamonica?”

Le risposte sono due.

La prima, la più “materiale”, è che un tempo qui sorgeva un ghiacciaio che sciogliendosi ha levigato le rocce in modo tale da farle diventare delle vere e proprie “pagine” sui cui “scrivere” facilmente con il punteruolo.

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L’altra, più mistica, è che questo luogo era considerato sacro.

Durante gli equinozi qui accade qualcosa di straordinario, un incredibile gioco di luce tra il sole e le due vette più vicine alla valle!!

All’alba il sole sorgendo crea una gigantesca ombra sopra il Pizzo Badile che gli antichi vedevano come lo spirito della montagna mentre al tramonto la luce proiettata dal sole sulla Concarena sembra dividerlo magicamente in due!!

E’ un fenomeno straordinario per noi figuriamoci per un popolo vissuto nel 5000 a C !!

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E’ stata una delle giornate più produttive, culturalmente parlando, della mia vita.

Tornare indietro fino alle nostre origini, vedere con i miei occhi le incisioni dei camuni mi ha veramente emozionato.

E’ un’esperienza che consiglio a tutti!

L’Italia riesce a sorprendermi sempre, più credo di conoscerla e più mi stupisce… è proprio vero che non si finisce mai di imparare!!

Silvia♥

 

 

Ciao, aiutami a condividere :)

21 comments

  1. amazzone argentea 25 febbraio, 2017 at 16:01 Rispondi

    Sacerdote o Sacerdotessa? la caccia come compito era maschile ma in parte anche femminile ma le popolazioni di allora riconoscevano una divinità femminile, la buttò lì così en passant bellissime foto le tue e bel post^^

  2. recensioni53 26 febbraio, 2017 at 11:33 Rispondi

    I luoghi “magici” spesso sono associati al sole ed alla sua luce. L’uomo poi da sempre ha avuto l’impulso , utilizzando qualsiasi superficie che si prestasse a tale scopo, a realizzare segni grafici per riportare e consegnare al tempo ciò che aveva visto e creduto per comunicarlo così alle divinità o ad altri uomini.
    E’ l’esternazione del suo “pensiero”.
    L’Italia è bellissima.

  3. pazzaperitester 26 febbraio, 2017 at 17:11 Rispondi

    Ad ogni ciclo scolastico porto i miei alunni di terza elementare a visitare questo stupendo sito…conosco ormai le incisioni a memoria, ma non mi stanco mai di osservarle e riflettere sulla loro storia…

    • Silvia Wanderlust 26 febbraio, 2017 at 18:46 Rispondi

      Magari le mie insegnanti mi ci avessero portato, ricordo la gita della 3° Media: Isola di Capraia, 100 abitanti, niente ospedale e rischiammo di ribaltarci con la barca… nel frattempo le altri classi visitavano Napoli, Genova o altre città d’arte…. le gite dovrebbero essere approfondimenti culturali!! Complimenti a lei, continui così!!

  4. L'Irriverente 16 marzo, 2017 at 09:03 Rispondi

    Un altro simbolo famoso dei Camuni è la “rosa”, da cui fu tratto il simbolo della Regione Lombardia; l’opera è di Bruno Munari, che si ispirò proprio alla famosa incisione; forse quella era un una grotta, non sono sicuro.

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